Come funziona
Quello che sulla schermata iniziale è detto in una riga, qui è detto per esteso. Se stai solo decidendo se Rubricard ti serve, non ti serve questa pagina.
La verifica del codice prima di salvarlo
È la differenza che conta di più, ed è anche la più facile da spiegare.
Un numero stampato su una tessera e il codice a barre che lo rappresenta non sono la stessa cosa. Alcune catene stampano un prefisso che nel codice non c’è; altre omettono la cifra di controllo; certi tipi di codice accettano solo alcune lunghezze. Un’applicazione che si limita a disegnare barre attorno a un numero produce, in una parte dei casi, un codice che il lettore della cassa non aggancia, e te ne accorgi in fila.
Rubricard, appena ha disegnato il codice, lo trasforma in immagine e prova a rileggerlo, esattamente come farebbe il lettore del negozio. Poi confronta il risultato con il numero di partenza. Se non coincidono, non salva in silenzio: te lo dice, e ti propone di correggere il numero o di salvare lo stesso sapendo com’è andata. Se in quel momento la rilettura non è possibile, l’applicazione scrive «non verificata» invece di scrivere «va bene».
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Il numero resta sempre in chiaro: qualche cassa vecchia non legge dallo schermo, e allora si detta.
Generato e riletto: identico.
Che cosa facciamo perché il codice si legga dallo schermo
Un codice su un vetro illuminato non è un codice stampato sulla carta. Sono quattordici accorgimenti, e non ce n’è uno di decorativo.
- 1Lo schermo si accende al massimo appena apri la tessera, e torna com’era quando esci.
- 2Lo schermo non si spegne da solo finché il codice è davanti a te.
- 3Il codice è nero su bianco, sempre, anche quando il resto dell’applicazione è scuro.
- 4Attorno al codice resta il margine bianco: senza quel bordo molti lettori non agganciano.
- 5Il codice è disegnato il più grande possibile, con le barre nette ai bordi.
- 6Se il lettore è di traverso, un tocco gira il codice, non la schermata.
- 7Sotto il codice c’è il numero grande, a gruppi di quattro, e un tocco lo copia.
- 8Un eventuale codice segreto sta nella stessa schermata, coperto finché non lo scopri.
- 9Mentre la tessera è aperta il telefono smette di farsi leggere per avvicinamento.
- 10In quella schermata c’è solo il codice: niente pubblicità e nessuna richiesta a internet.
- 11Il codice non scivola di lato per sbaglio mentre appoggi il telefono al lettore.
- 12Se la batteria è quasi finita te lo diciamo prima, non alla cassa.
- 13Le tessere senza codice, da avvicinare o da strisciare, ci sono, con foto e numero.
- 14La foto del fronte e del retro si può sempre aggiungere, sfogliare e ingrandire.
Resta un limite che nessuna applicazione può superare: i lettori a raggio rosso, quelli che disegnano una linea sola, dallo schermo non leggono, perché sono fatti per la luce che rimbalza sulla carta. Per questo il numero in chiaro e la foto della tessera non sono ripieghi ma parti del prodotto: quando il lettore non aggancia, il numero si detta.
Perché funziona senza rete
Il momento d’uso è il piano interrato di un supermercato.
Le tue card sono salvate sul telefono, non su un computer lontano da interrogare. Aprirne una non fa partire nessuna richiesta, e nemmeno l’avvio dell’applicazione ne fa: se la rete manca, o se c’è ma non risponde, non cambia niente. Vale anche per la ricerca. Dal browser l’applicazione si aggiunge alla schermata iniziale del telefono e continua a funzionare anche a connessione spenta.
Che cosa vediamo noi delle tue card
La risposta lunga, perché quella breve non basta.
Il contenuto di ogni card viene chiuso a chiave sul tuo dispositivo prima di partire, e la chiave non sta insieme ai dati: vive fuori dalla banca dati. Chi si portasse via l’archivio non aprirebbe niente.
Il nostro servizio apre il contenuto delle card. La chiave che riceviamo è una sola per ogni card, e apre tutto quello che c’è dentro: il testo, il PIN se ne hai messo uno, e le fotografie. Serve a una cosa sola: darti le tue card quando entri con il tuo indirizzo e il codice a sei cifre, anche da un telefono nuovo o dal computer di un’altra stanza. Senza, toccherebbe ricopiare a mano un codice lunghissimo da un dispositivo all’altro, e chi lo perdesse perderebbe tutto.
Fuori da quell’uso non le leggiamo, e non le mostriamo né le vendiamo a nessuno. Nessuna pubblicità è costruita sulle tue card, oggi e mai. Ma averne la possibilità e non usarla sono due cose diverse: che cosa apriamo, che cosa resta scritto accanto a ogni card e che cosa non esce mai sta per esteso nell’informativa.
In arrivo: le card protette da una password. Quella chiave la ricava il tuo dispositivo dalla password che scegli, non arriva mai da noi, e quelle card non le apriamo nemmeno noi. È il motivo per cui vanno usate per le cose che devono restare tue e basta, e anche il motivo per cui, se dimentichi quella password, non possiamo farci niente.
Il catalogo delle catene, e i marchi
Da dove arrivano nomi, loghi e regole di lettura dei numeri.
Il catalogo serve a riconoscere una tessera dal numero e a proporne il nome giusto senza farti scrivere niente. Lo compiliamo noi, catena per catena, partendo dalle insegne più diffuse; non è raccolto automaticamente da altri servizi.
I marchi appartengono ai rispettivi titolari, e li nominiamo solo per riconoscere la tessera. Non mostriamo loghi: le card le disegniamo noi. Chi rappresenta un marchio e vuole correggere o rimuovere qualcosa può scriverci: la casella è nella pagina dei contatti.
Chiedi un invito
Le tue card sempre con te, anche senza rete. Si apre dal browser, senza scaricare niente.
- Lo teniamo solo per scriverti quando c’è posto.