Cookie e memoria del dispositivo

Non usiamo cookie. Questa pagina dice che cosa mettiamo invece sul tuo dispositivo, a che cosa serve e come si toglie.

Perché mettiamo qualcosa sul tuo dispositivo

Perché un portafoglio che si apre solo con la rete non è un portafoglio.

Alla cassa non c’è tempo, e spesso non c’è campo. Le tue card devono essere già lì, sul tuo dispositivo, pronte da mostrare. Per farlo dobbiamo tenerle scritte da qualche parte, e quel posto è il tuo telefono o il tuo computer.

Tutto quello che elenchiamo qui sotto serve a farti funzionare l’applicazione. Non c’è niente che serva a seguirti, a costruire un profilo o a vendere qualcosa a qualcuno. L’unica cosa che parte da sola verso di noi ha un capitolo suo, più avanti, e si spegne con un tocco.

Che cosa scriviamo, nel browser

Sei cose, e nessuna è un cookie.

Le tue card, pronte da mostrare. Il nome, il numero e il disegno del codice di ogni tessera, già calcolati. È la ragione per cui la card si apre in fila alla cassa, senza rete e nel primo istante. Finché non cancelli i dati del sito.

L’archivio delle card. Tutte le tue card per intero, con le foto e gli allegati. È il tuo portafoglio: senza, l’app non ha niente da mostrarti quando sei senza rete. Finché non cancelli i dati del sito.

La sessione e le chiavi di questo dispositivo. Quello che dimostra che sei tu, e la chiave che apre le tue card. Senza, dovresti rifare l’accesso a ogni apertura. Finché non scolleghi questo dispositivo o non esci.

Le tue scelte. Chiaro o scuro, i paesi attivi, i consensi che hai dato, e i suggerimenti che hai già scacciato per non rivederli. Finché non le cambi.

Le cose che aspettano di partire. Le modifiche fatte senza rete, in coda. Restano finché non arrivano al nostro servizio: è ciò che impedisce di perdere quello che hai scritto in metropolitana. Finché non sono partite.

La memoria dell’app installata. Le pagine e le immagini dell’applicazione, tenute da parte perché si apra anche senza rete. Non contiene i tuoi dati: contiene il programma. Fino al rilascio successivo.

Che cosa scriviamo, sul telefono

Le stesse cose, in posti diversi.

Le tue card, pronte da mostrare. Come nel browser, e per la stessa ragione: la card si apre senza attese. Finché l’app resta installata.

L’archivio delle card, cifrato. Tutte le tue card, le foto, gli allegati, la sessione e le chiavi. Qui il contenitore è cifrato, e la chiave che lo apre sta nel portachiavi del telefono. Finché l’app resta installata.

Due chiavi nel portachiavi del telefono. La chiave che apre l’archivio, e — se l’hai acceso — quella che ti fa rientrare con l’impronta. Il sistema le custodisce, l’applicazione non le vede. Finché non scolleghi il dispositivo. Quella dell’impronta sparisce da sola se togli il dito dalle impostazioni del telefono.

Le tue scelte. Le stesse del browser, in un documento solo invece che in tante voci separate. Finché non le cambi.

Qualche file di passaggio. Il catalogo dei negozi scaricato, e i file che prepari per condividerli. Sono copie: si possono cancellare senza perdere niente. Li svuota il telefono quando gli serve spazio.

Quando il telefono salva sé stesso in rete, non porta con sé niente di tutto questo. L’applicazione lo esclude apposta: il tuo portafoglio che finisce fuori dal telefono, senza la chiave che lo apre, sarebbe un rischio senza un vantaggio.

Quello che sta in chiaro, e va detto

Le due superfici non proteggono allo stesso modo.

Sul telefono l’archivio è cifrato, e la chiave che lo apre sta nel portachiavi del sistema: chi prende il telefono e non lo sblocca non legge niente.

Nel browser no. Le tue card stanno sul disco del computer così come sono, senza un lucchetto nostro sopra. Chi entra in quel computer, o chi lo usa dopo di te senza che tu sia uscito, può leggerle. «Restano sul tuo dispositivo» vuol dire che non escono, non che sono al sicuro da chi il tuo dispositivo ce l’ha in mano.

Se il computer non è solo tuo, la regola pratica è una: esci quando hai finito. Uscire porta via la sessione e le chiavi da quel computer.

L’unica cosa che parte da sola

Un conteggio al giorno, in fasce, senza nomi.

Una volta al giorno l’applicazione ci manda quante card hai di ogni tipo e quante ne hai aperte ieri, in fasce: «da 10 a 19», «da 20 a 49». Non parte nessun nome, nessun numero di tessera, niente del contenuto. Le card che riguardano la salute non ci entrano affatto: quel numero non nasce nemmeno sul tuo dispositivo.

Parte acceso, e lo diciamo invece di lasciarlo scoprire. Si spegne con un tocco, da «Informativa e consensi» dentro l’applicazione, e da quel momento non parte più niente. Sul tuo dispositivo restano due segni: che l’hai spento, e quando è partito l’ultimo conteggio.

La richiesta viaggia sullo stesso canale riconosciuto di tutto il resto, quindi nell’istante in cui arriva sappiamo da quale dispositivo viene. Quello che non facciamo è scriverlo. I numeri finiscono in un totale insieme a quelli di tutti, e non resta nessuna riga che dica chi ha mandato che cosa.

Il perché lo raccontiamo per esteso nell’informativa privacy: serve a sapere che cosa vale la pena tenere, e se un tipo di card non lo usa nessuno è giusto saperlo.

Come si cancella tutto

Tre strade, e fanno tre cose diverse.

Esci, o scollega il dispositivo. Se ne vanno la sessione, la chiave che apre le tue card su quel dispositivo e l’iscrizione agli avvisi. Le card sul nostro servizio restano: rientrando le ritrovi.

Cancella i dati del sito, o disinstalla l’applicazione. Va via tutto quello che c’è in questa pagina. Anche qui le tue card non si perdono: rientrando con il tuo indirizzo e il codice a sei cifre tornano.

Chiudi il conto. Questa è quella che non si disfa: spariscono le card, la scheda e il tuo indirizzo. Si fa dalle impostazioni, e prima di farlo l’applicazione ti dice che cosa perdi.

Per qualunque domanda su questa pagina scrivi a assistenza@rubricard.com.

Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2026. Quando cambia quello che mettiamo sul tuo dispositivo, cambia questa data.